Oggi un gruppo londinese di cui mi sono innamorata da un po'... The Vaccines con No Hope
novembre 22, 2012
Song of the day
Back, again! Ispirata da profumi nuovi eccomi di nuovo a postare nel blog. Questa volta però con una sola canzone, la canzone del giorno.
maggio 09, 2012
Back to Blog
Back to Blog: dopo una luuunga pausa, tornano le mini classifiche. Quattro canzoni che sanno (o, meglio, vorrei sapessero) d'estate, di pausa da tutto e tutti, di relax. Ma anche di libertà, o d'amore. Sapori nuovi, gusti mai ancora assaporati. Saranno le canzoni o sarò io, ecco una playlist un po' così, confusa ma chiara, che rende bene il mio periodo spensierato-affannato. Senza lasciare spazio ai perchè...
1. Notion, Kings of Leon
2. Howl, Florence and the Machine
3. Under your Thumbs, The Vaccines
4. The Box, Johnny Flynn
(anche se non è presa da "A Bag of Hammers", devo rendergli qualche riconoscimento...)
marzo 18, 2012
una domenica
Ecco una playlist proposta per una domenica un po' così; tra un sole che indugia a mostrarsi definitivamente e un'atmosfera quasi surreale, sospesa tra un senso di stanchezza e un pensiero un po' perplesso. Parole a caso, idee confuse e un po' azzardate.
Delusione e felicità, antinomia più presente che mai. O forse no? Facile lamentarsi che la domenica sia un giorno strano o noioso, facile "odiarla" e scriverlo dappertutto. Dieci canzoni che possono aiutare (aiutarmi?) a fare un po' di chiarezza, a tirarsi un po' su - o giù.
1. Love lost; The Temper Trap
2.Walk on the wild side; Lou Reed
3. Sunny; Bobby Hebb
4. The blower's daughter; Damien Rice
5. A hard rain's a-gonna fall; Bob Dylan
6. Will you still love me, tomorrow?; Amy Winehouse
7. Island in the stream; Constantines ft. Feist
8. Ghosts; Laura Marling
9. I'm in peace; Justin Nozuka
10. Good morning, Vietnam; Jefferson Airplane
febbraio 16, 2012
Rocker-in-love
Non sempre un aspetto duro, severo, "rock", determina una personalità priva di sentimentalismo o romanticismo... Quattro esempi di "rocker" che esprimono tutti i loro sentimenti con parole tenere ed emozionanti, e che forse colpiscono (di più?) proprio per questo carattere insolitamente "sdolcinato". "Ladies and rockers" ecco qui i Ramones con Baby, I love you (1980); i Bon Jovi con Always(settembre 1994); a seguire Wish you were here dei Pink Floyd, dall'omonimo album del 1974; e per finire gli Aerosmith, che nel 1998 registrano I don't want to miss a thing (brano incluso nella colonna sonora di Armageddon, appunto).
febbraio 02, 2012
Abbey Road
Se dovessi dare un nome a questo scatto, probabilmente sceglierei "Il resto è storia".
Per chiamare il loro nuovo album, a cui - appunto - mancavano copertina e titolo, avevano pensato (e questa proposta era per ora la più gettonata) a Everest, come il nome dell sigarette fumate dal loro tecnico del suono; tuttavia l'idea di partire per il Tibet era abbastanza improponibile.
"Abbey Road!" propone Ringo, scherzandoci un po' su, ma prendendolo alla lettera, gli altri tre compagni si precipitano fuori dagli studi e decidono di farsi immortalare in quella che sarà una delle immagini più famose e discusse al mondo.
E' la mattina dell'8 agosto 1969, e il resto è storia.
febbraio 01, 2012
gennaio 27, 2012
Orlando
Shelmerdine: You're hurt ma'am
Orlando: I'm dead, sir
Shelmerdine: Dead. That's serious. Can I help?
Orlando: Will you marry me?
Shelmerdine: Ma'am... I would gladly, but I fear my ankle is twisted.
gennaio 22, 2012
gennaio 21, 2012
film
Film time - 10 (+1) colonne sonore prese dalle mie 10 pellicole preferite (per ora) - in ordine sparso. Per partire, qualsiasi brano di Yann Tiersen nel "favoloso" - appunto - Le fabuleux destin d'Amélie Poulain (2001), uno tra tutti La Dispute: http://www.youtube.com/watch?v=_8aSC0VS3Ws. A seguire inserirei i mitici Beatles rivisitati in Across the universe (2007), del quale ripropongo il finale con All you need is love: http://www.youtube.com/watch?v=j8py4yDUqks. A rappresentare la mia regista preferita, Sofia Coppola, ho scelto Somewhere dello scorso 2010, con (chiaramente) i Phoenix e la loro Love like a sunset, qui parte prima e seconda assieme: http://www.youtube.com/watch?v=63gdelpCp4k&feature=related. In quarta posizione inserirei Vinicio Capossela, che interpreta se stesso cantando Parla piano in Dieci inverni, pellicola del 2009 che merita anche per i paesaggi veneziani di sfondo. Proseguo con Into the wild, film ambientato "nelle terre selvagge" (2007), che ha la spettacolare colonna sonora di Eddie Vedder, di cui consiglio Society: http://www.youtube.com/watch?v=Lqcd-YI7WDM. E' il momento di 500 days of Summer (500 giorni insieme, 2009), di cui citerei tutta la colonna sonora, ma dovendo scegliere inserisco Sweet disposition, The Temper Trap (http://www.youtube.com/watch?v=jxKjOOR9sPU&ob=av3e); tuttavia non possono non riportare anche i Doves, con Here goes the fear (http://www.youtube.com/watch?v=ERulrmjfucc). Passiamo a un altra pellicola italiana, si tratta di Radiofreccia, il film del 1998 diretto da Ligabue, che chiaramente inserisce le sue canzoni; e la mia scelta va sull'omonima canzone: http://www.youtube.com/watch?v=6fpHylFN8Ug&feature=related. Tornerei a un film più recente, This must be the place (2011), rappresentato da The passenger, di Iggy Pop: http://www.youtube.com/watch?v=QEY6_jcrzI8. A ricordare i bei tempi passati, The parent trap (Genitori in trappola, 1998!) con This will be (an everlasting love), di Natalie Cole: http://www.youtube.com/watch?v=lswB6q2t_6c. Infine, giunti alla fine della classifica, inserisco About a boy (2002), uno dei miei film preferiti per ambientazione, attori e, appunto, colonna sonora, in particolare i Badly Drawn Boy e la loro Something to talk about: http://www.youtube.com/watch?v=etyzsrLhChM. Buona visione!
gennaio 18, 2012
Pete
A scuola era il primo della classe, i suoi passatempi erano la letteratura o la poesia, vinse un soggiorno in Russia per meriti scolastici, riuscì a entrare nella prestigiosa università Queen Mary di Londra, ritirandosi dopo appena un anno di (scarsa) frequenza ai corsi. Strano ma vero, si tratta di Pete Doherty, 'Libertino' ora famoso per la dipendenza da alcol e droghe, e forse ancor più per la sua (ormai ex) relazione con Kate Moss. Le vicende dei due sono state travagliate, basti pensare al matrimonio (privo di valore legale in Inghilterra) celebrato in Thailandia, dove tra l'altro lui si sarebbe rifugiato qualche anno prima per 'disintossicarsi' - tentativo chiaramente fallito. Idoli e influenze sembrerebbero essere Orwell, Baudelaire, Wilde, poi ancora la Dickinson e Hancock, il che confermerebbe la brillante carriera studentesca; musicalmente parlando si ispirerebbe a Clash e Smiths, e gli echi un po' ci sono. Per concludere questa sorta di "Mini Music History" - in attesa si sentirlo dal vivo - ecco uno dei suoi primi brani da solista, direttamente dall'album Grace/Wastelands (2009):
gennaio 09, 2012
top3
La (mia) Top 3 del pomeriggio
n.1
Direttamente dagli States, un duo alternative rock ispirato a White Stripes ecc ecc, e apprezzato da Led Zeppelin, Metallica e Arctic Monkeys (che acquistano ancor più punti per questo). Già noti dagli inizi degli anni 00, l'ultimo singolo dei Black Keys è Lonely Boy. Il loro sito, poi, merita una visita solo per il design... da provare: http://www.theblackkeys.com/
n.2
A chiudere il capolavoro cinematografico This is England (2006), c'è lei: Never Seen The Sea, di Gavin Clark. Artista pressoché sconosciuto (dati gli unici due LP realizzati, assieme alla sua folk band Clayhill), ci regala davvero un bel, bel, bel pezzo. Malinconico ma profondo, anche questo da provare!
n.3
Sarà la giornatina, sarà Virgin Radio che oggi l’ha passata, sarà che è da poco passato il suo compleanno (8.01.1935), comunque sia, a chiudere la mia mini classifica c’è Suspicious Mind – la versione del grande Elvis. Scritta nel 1956 da Mark James, la canzone non vanta grande successo; è solo nel 1969, con l’interpretazione di Presley, che acquista il successo che si merita. Dulcis in fundo, la deliziosa Suspicious Mind, un invito alla sincerità – che non fa mai male.
gennaio 06, 2012
On the Road

Quant'è bello viaggiare. Partire e lasciarsi alle spalle il proprio mondo, sempre sulla strada, sempre pronti all'avventura. L'ansia dell'inatteso, il batticuore per l'imprevedibile. C'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, c'è sempre qualcosa di affascinante da vedere: ci si aspetta di tutto, si trova ancor di più. Nuove realtà, paesaggi originali e persone sconosciute che ci accompagnano (anche solo per poco) in un percorso sempre teso alla ricerca. Ricerca di emozioni, di gioie, ricerca di nuove facce o di nessuna, di amici e di compagni o di se stessi, ricerca di città, di mondi, ricerca di strade, ricerca di aria, o piuttosto libertà. La meta è secondaria, è - davvero - il viaggio quel che conta. Il viaggio da fare carichi di buoni propositi, di aspettative, di voglia di conoscere. Viaggiare per crescere, viaggiare per scoprire. E quando arriva il momento di tornare, conservare il ricordo, perchè la memoria c'è comunque, e resta. Il ricordo di un'esperienza che è pur sempre unica, che è parte di noi. E allora, abituiamo il cuore ad apprezzare c'è che è stato, e, dispiaciuti ma divertiti, portiamoci dietro un nuovo bagaglio, così da non rimpiangere nulla. Fare il possibile, è il motto; e farlo ancora, l'obiettivo. Quant'è bello viaggiare...
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